Studio Legale Bacci

Trasferimento temporaneo

Il Nuovo Codice dell’ordinamento Militare:

Nuova pronuncia in materia di beneficio al trasferimento temporaneo del genitore dipendente delle amministrazione pubbliche con figlio minore di anni tre.

 

Il T.A.R. con la recentissima sentenza del 2012 ha accolto l’istanza del militare appartenente al Corpo della Guardia di Finanza tendente al riconoscimento del beneficio di cui all'art. 42 bis comma 1 del D.Lgs. n. 151/2001 sul presupposto dell’incostituzionalità del diverso trattamento riservato al personale delle “Forze Armate”.

 

Una recente pronuncia del TAR sembra aprire la strada contro l’esclusione dell’applicazione dell’art. 42 bis del Dlgs. 151/2001 in favore degli appartenenti alle Forze Armate.

L’articolo in questione dispone che: “1. Il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L'eventuale dissenso deve essere motivato. L'assenso o il dissenso devono essere comunicati all'interessato entro trenta giorni dalla domanda.

2. Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione.”

Già il T.A.R. Lazio, Sez. I quater, con la sent. 24-08-2007, n. 8126 in prima battuta aveva tentato di dirimere l’annosa vicenda statuendo che: “Deve essere in primo luogo ricordato, infatti, che la disposizione di cui si discute rientra fra le norme dettate a tutela di valori costituzionalmente garantiti, inerenti la famiglia ed in particolare la cura dei figli minori fino a tre anni di età, con entrambi i genitori impegnati in una attività lavorativa (attività che solo ove svolta - quanto meno - nella stessa "Provincia o Regione" - può prestarsi a forme di coordinamento fra i genitori, tali da consentire la cura ottimale dei figli).
Una discriminazione, sotto tale profilo, del personale militare e degli appartenenti alle Forze di Polizia (peraltro pacificamente destinatari di altre norme a tutela della famiglia, come quella - inerente ai congiunti disabili - di cui all'art. 33, comma 5 L. n. 104/1992) presenterebbe, con ogni evidenza, problemi di costituzionalità.
Appare agevole, tuttavia, una interpretazione del più volte citato art. 42 bis D.Lgs. n. 151/2001 che escluda i problemi anzidetti e consenta una interpretazione estensiva, che non appare in contrasto con la lettera della legge
”.

Interpretazione, quest’ultima resa vana dalle successive pronunce rese in materia dal Consiglio di Stato che, viceversa, in più occasioni ha avuto modo di ribadire  inapplicabile il beneficio del trasferimento temporaneo di cui all'art. 42 bis comma 1 del D.Lgs. n. 151/2001, al personale appartenente alle Forze Armate in considerazione del particolare status giuridico di quel personale, le cui specifiche funzioni giustificano un regime differenziato.

Tuttavia, in materi si registra una importante novità rappresentata da una recentissima pronuncia del T.A.R. che tornando sull’argomento ha avuto modo di accogliere la domanda giudiziale introdotta dal ricorrente sul presupposto che diversamente si sarebbe venuta a determinare una non consentita disparità di trattamento tra personale dipendente dalle Amministrazioni Pubbliche ciò anche in considerazione delle disposizioni normative dettate dal nuovo Codice dell’Ordinamento Militare, Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, entrato in vigore il 9/10/2010, con cui all’articolo 1493 è stato disposto: “Al personale militare femminile e maschile si applica, tenendo conto del particolare stato rivestito, la normativa vigente per il personale delle pubbliche amministrazioni in materia di maternità e paternità, nonchè le disposizioni dettate dai provvedimenti di concertazione”, estendendo, quindi, la normativa per il personale della Pubblica Amministrazione”.

In tal senso l’adita giustizia nella parte motiva della decisione in commento ha chiarito che l’art. 42 bis Dlgs. 151/2001, in base ad una interpretazione maggiormente conforme ai principi costituzionali, ha natura di disposizione generale, applicabile, dunque, ai dipendenti di tutte le amministrazioni pubbliche, inclusi i dipendenti delle forse armate: “Non possono, pertanto, opporsi fondate ragioni per derogare al generale principio fissato ex art. 42 bis, finalizzato alla tutela di valori afferenti la famiglia, l’assistenza e l’educazione dei minori, allorquando il proponente l’istanza di trasferimento sia un militare e, rientrando tale norma tra quelle dettate a tutela di valori costituzionalmente garantiti inerenti alla famiglia ed all’assistenza dei figli minori fino a tre anni d’età con i genitori impegnati nello svolgimento di un’attività lavorativa, non può operare un’ingiustificata discriminazione tra dipendenti pubblici tale da configurare profili di dubbia costituzionalità, come preteso dall’amministrazione militare”.

Evidentemente, questa interpretazione ha aperto nuovamente la strada alle legittime rivendicazioni degli appartenenti alle “Forze Armate”.

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